
Origine storiche
Il ramo comitale dei Grimaldi del Poggetto discende da Grimaldo, un uomo di Stato genovese all'epoca delle prime Crociate, con una linea maschile di circa 25 generazioni. Questo vecchio ramo, derivato dai signori di Antibes, viene associato alla città provenzale di Puget-Théniers (Nizza) a partire dal 1704, e portò ugualmente i titoli di signore di Costigliole di Saluzzo e conte di Meyronnes e Larche.
La loro epopea inizia a Genova, dove i Grimaldi apparvero durante un periodo agitato che vide svolgersi le prime Crociate, guerre feudali, ondate di peste, come pure una esplosione del commercio marittimo che i Genovesi appresero rapidamente a dominare.
Benché la città di Genova fosse considerevolmente indebolita dalla grande peste del 1348, le sue lotte intestine tra Guelfi e Ghibellini continuarono e si rivolsero contro l'ammiraglio Antonio Grimaldi durante l'estate del 1353. Alla testa della flotta genovese, l'Ammiraglio aveva subito una profonda disfatta al largo della Sardegna contro le flotte numericamente superiori dei Veneziani e dei Catalani. La flotta genovese fu sconfitta e l'ammiraglio Grimaldi dovette allontanarsi in esilio.
Luca e Marco, figli dell'ammiraglio Antonio, erano cresciuti in Provenza e seguirono rapidamente i passi del padre mettendo le proprie spade al servizio degli Angioini. Essi si stabilirono nella regione, in particolare a Mentone e Cagnes (1371), e ricevettero Antibes in garanzia d'un prestito bancario fatto al Papa Clemente VII di Avignone. Il papa non poté rimborsare il suo debito e i fratelli presero pieno possesso di Antibes nel 1384.
Gaspare e Lamberto, signori d'Antibes e di Cagnes e nipoti di Luca, si rivelarono altrettanto intrepidi quanto i loro antenati. Lamberto sposò la cugina Claudia di Monaco (1465) e anche prima del matrimonio dovette lanciarsi alla difesa della Rocca monegasca.
Silvestro Antonio, un figlio di Gaspare, combatté in Italia nelle guerre tra Francesco I e l'imperatore. E' in questa epoca perturbata che questo ramo uscito dai signori di Antibes si stabilì a Busca, una graziosa borgata piemontese ai piedi delle Alpi. Esso doveva restare in Piemonte quasi cinque secoli.
Tra il Medioevo e l'epoca Moderna, il Piemonte conobbe delle ondate di gravissimi tormenti: le invasioni di Carlo V (1515) e Francesco I (1536); lo spostamento della capitale dalla Savoia a vantaggio di Torino (1563); le nuove ondate di peste, che devastarono le borgate come Busca e ridussero severamente la popolazione della regione tra 1628 e 1632; le armate del Cardinale Richelieu che invasero la Savoia (1630); ancora e sempre i conflitti armati tra la Francia e l'Impero che infiammarono quella regione di frontiera fino alla metà del Sec. XVIII.
E' in questo contesto che il conte Nicola Grimaldi (1633-1721), di Busca, prese possesso del feudo del Poggetto (1704), di cui la sua discendenza adottò il predicato (si trovano anche le forme piemontese Pogetto e francese Puget). Il suo nome odierno è Puget-Théniers, una graziosa piccola città sulla riva del Var. Essa era già sotto la protezione dei Grimaldi nel Medioevo, quando il ramo di Boglio governava la regione. Come si poteva prevedere, vista la storia militare degli stati di Savoia, il ramo del Poggetto produsse una lunga serie di ufficiali.
Manifestamente più uomini di spada che di toga, numerosi Grimaldi del Poggetto appoggiarono il Secolo dei Lumi con la spada in mano. Sotto Napoleone, Luigi Grimaldi del Poggetto (1790-1820) servì nella Campagna di Russia. A Torino, Filippo (1767-1817) si dedicò – non senza problemi – alla educazione del futuro re Carlo Alberto (1798-1849). Questi Grimaldi furono ancora chiamati a servire nelle campagne rivoluzionarie per l'indipendenza dell'Italia, il Risorgimento. Stanislao Grimaldi del Poggetto (1825-1903), si distinse in cavalleria, consacrò la sua vita all'arte e catturò per la posterità i momenti più drammatici di quelle campagne.
Da Roma, l'impetuoso
ufficiale
di cavalleria Eustachio Grimaldi del Poggetto (1810-1889) prese la via dell'esilio dopo la disgraziata campagna del 1848 e l'annientamento sotto uno sbarramento di artiglieria della giovane Repubblica di Roma. Eustachio e il triumviro Armellini (1777-1863) si stabilirono a Bruxelles, seguendo così l'esempio di Mazzini che vi si era già rifugiato in passato. Carlo Armellini e Eustachio Grimaldi morirono ambedue in Belgio. Eustachio era il più giovane di 15 figli ma l'unico ad aver assicurato una discendenza per trasmettere il suo illustre patronimico, antico di nove secoli. |