La Casata dei Grimaldi  
 
English | Français
PaginaSito

Origine storiche: un rifugio per i Grimaldi

Ci fu un tempo in cui Monaco non era altro che una penisola rocciosa che offriva un porto naturale per i villaggi vicini. Da allora, la storia di Monaco è intimamente legata a quella dei Grimaldi e il bel principato è indubbiamente divenuto il gioiello di questa Casata sovrana.

Edificata sulla roccia, virtualmente imprendibile, la fortezza ha potuto ospitare parecchi figli della Casata Grimaldi – talvolta giudicata troppo ribelle– quando vi cercavano rifugio. Parecchi sono quelli che resero la cortesia versando sangue per difendere l'indipendenza di Monaco. Così, si dice che i Grimaldi hanno Monaco "da Dio e dalla loro spada" e la sovranità di questa Famiglia verrà periodicamente riconosciuta dalle potenze vicine.

All'epoca della Prima Crociata, i Genovesi – culla della Casata Grimaldi – eressero una fortezza sulla roccia di Monaco allo scopo di proteggere la porta occidentale della Riviera contro gli attacchi delle galere saracene. Commercianti e banchieri, i Genovesi erano persone precise e i loro Annali di quell'epoca hanno registrato l'inizio della costruzione del castello nel 1191. Certe fonti datano la fondazione della dinastia Grimaldi agli inizi del Mille, ma ciò appare infondato alla luce delle conoscenze attuali.

Durante i secoli XII e XIII, il Comune di Genova fu travagliato dalle aspre rivalità tra le fazioni dei Guelfi papisti e dei Ghibellini partigiani dell'Imperatore. Le lotte intestine tra fazioni politiche portarono spesso all'esilio dei rappresentanti della fazione soccombente nelle alterne vicende del conflitto tra i due schieramenti. Durante tutta questa epoca, i rovesci politici costrinsero talvolta i Grimaldi, capi della parte guelfa, ad abbandonare la città. La fortezza di Monaco e la contea di Provenza si presentavano come ottimi rifugi. Quest'epoca confusa vide tuttavia anche i Ghibellini – nei loro momenti di esilio – trovare rifugio a Monaco, provocando occasionali alterchi armati finché Carlo Grimaldi li cacciò contro pagamento di una indennità. Grazie al suo forte e al suo porto, questa enclave sarebbe diventata un bastione affidabile per le attività politiche e commerciali nella regione e, inoltre, per le scorrerie di pirateria contro il traffico marittimo che passava al largo.

Non è raro, fino a metà del secolo XV, di trovare numerosi Grimaldi – fratelli e cugini – con i loro alleati, intimamente associati alla storia di Monaco, talvolta a titolo di consignori (condomini). La famiglia Grimaldi era numericamente importante e, come la maggior parte delle famiglie patrizie genovesi, era organizzata come una società, l'albergo, i cui membri erano uniti da interessi politici e commerciali comuni. Non solo quel tipo di organizzazione permetteva all'alta nobiltà genovese di sviluppare i mezzi per esplorare le rotte del mondo, da Londra a Pechino, ma queste famiglie giunsero anche a unire le loro risorse all'interno di potenti alleanze plurifamiliali. Il concetto genovese di albergo si allargò alla famiglia, in senso largo, fino al clan. A titolo di esempio, ricordiamo i Cebà, Ceva, e Oliva tra le circa 24 famiglie che si allearono in seno all'albergo dei Grimaldi. Insomma, gli alberghi furono delle famiglie allargate all'interno delle quali i membri lavoravano generalmente in comune.

Un ramo si radica a Monaco

A forza di ritornare alla conquista di Monaco, cacciarne le famiglie rivali e assicurarsi la buona grazia dei potenti alleati, un ramo della Casata Grimaldi finì per radicarsi a Monaco. Essi lo ingrandirono aggiungendo de facto dei domini e terreni che formeranno il territorio di Monaco, più vasto del principato odierno.

A metà del secolo XV, Giovanni Grimaldi, signore di Monaco, definì nel suo testamento (1454) la Regola di successione sulla Rocca. Si tratta di un documento importante per Monaco, che era stato fino allora una consignoria, che non conosceva primogenitura e dove tutti i maschi della famiglia erano partecipi del potere. La regola si riassume come segue: Primi chiamati alla successione sarebbero stati i discendenti maschi, legittimi o naturali, in linea di primogenitura. In assenza di questi sarebbe la discendenza in linea femminile, legittima o naturale, ancora in ordine di primogenitura, a condizione che la figlia chiamata alla successione sposasse un uomo nato legittimamente dalla discendenza dei Grimaldi – "unum hominem seu virum natum legitime de progenie seu albergo Grimaldorum". Altrimenti, la successione sarebbe spettata al cugino più prossimo in seno all'albergo Grimaldi. Nel caso in cui si fossero trovati due o più cugini viventi dello stesso grado di parentela, sarebbe stato scelto il più anziano.

Claudina, la nipote di Giovanni, non avendo fratelli per assicurare la successione, sposerà (1465) suo cugino Lamberto Grimaldi d'Antibes, fondando così il secondo ramo di Monaco. Essa conserverà così legittimamente la sua dinastia sul trono. Un figlio cadetto dei Grimaldi d'Antibes, Lamberto divenne signore di Monaco in un'epoca profondamente imprevedibile. La sua storia attira insieme la simpatia e l'ammirazione. Ecco un uomo che il destino doveva provare abbondantemente e che non poté mai abbassare la guardia durante la maggior parte della sua vita. In difesa di Monaco, egli maneggiò con pari successo la spada e la diplomazia. Egli affermò l'indipendenza di Monaco con forza e determinazione, al punto che la sua espressione favorita, Deo Juvante , divenne il motto per numerosi Grimaldi.

L'unione matrimoniale di Lamberto e Claudina si rivelò felice. Tuttavia, Lamberto dovette immediatamente respingere molti attacchi alla sua persona e insieme a Monaco e a Mentone. Parecchi effettivamente cercarono di approfittare dell'estinzione della prima discendenza dei Grimaldi di Monaco per far naufragare la successione e prendere il potere. Con l'aiuto dei suoi fratelli di Antibes, Lamberto respinse tutti quei pericoli. In ricordo di questo passato comune, Monaco tenne a lungo le porte spalancate ai Grimaldi d'Antibes.

L'origine del titolo di principe che porta il sovrano di Monaco merita una parentesi, perché la singolare relazione che si può avere con i titoli non è un fenomeno nuovo. Nel corso dei secoli, il titolo generico di signore cedette a una varietà più estesa di distinzioni considerate a torto o a ragione come superiori. Per ragioni amministrative e fiscali, una gerarchia si è imposta, portando talvolta a una certa inflazione di titoli medievali. Antibes vide, per esempio, i suoi signori divenire baroni e poi marchesi. L'influenza della corte di Versailles rinforzò questa percezione dell'importanza dei titoli e predicati. E' in questo quadro che Onorato II Grimaldi, signore di Monaco – appassionato protettore delle arti e collezionista raffinato – cominciò a utilizzare il titolo di principe verso il 1612. Questa usanza fu implicitamente accettata dalla Spagna e dalla Francia e divenne così il modo riconosciuto di chiamare il sovrano di Monaco.

Luigi XIV, re di Francia, apprezzò i servizi di Luigi, figlio di Onorato di Monaco, e di sua moglie alla corte di Versailles. Luigi mise le sue capacità di ufficiale al servizio del re di Francia in numerose campagne contro l'Inghilterra e l'Impero spagnolo. Nonostante lo status che gli derivava dalle sue vittorie e la sua posizione di principe straniero e pari di Francia, Luigi preferiva tuttavia vivere a Monaco e a Genova piuttosto che a Parigi o Versailles. Il principe di Monaco era ben introdotto a Roma attraverso il suo Casato, così Luigi XIV lo scelse come ambasciatore presso la Santa Sede per patrocinare in favore del re nella delicata questione della successione di Spagna. A Luigi di Monaco piaceva impressionare i suoi ospiti con un train de vie esuberante, purtroppo finanziato con la vendita delle collezioni di suo padre. Questo personaggio grandioso visse così a Roma con una spocchia ben degna del re sole che rappresentava, fino alla sua morte.

Le successioni controverse: L'habito non fa il monaco!

Antonio, figlio di Luigi, visse a Monaco senza grandi mezzi, con un matrimonio pubblicamente traballante e che non gli diede figli. Poiché la tradizione imponeva che la successione di Monaco restasse in seno alla Casata dei Grimaldi, il principe Antonio invitò sua figlia Luisa Ippolita a trovarsi uno sposo tra i suoi cugini. In particolare, Antonio sperava un matrimonio con il cavalier Grimaldi di Antibes. Benché il giovane Cavaliere fosse senza denaro, Antonio lo aveva visto crescere; era un conterraneo e quasi un figlio. Per di più, questa unione ricordava il matrimonio di Lamberto e Claudina (1465). Dopo rocamboleschi intrighi, questa proposta di matrimonio andò a pezzi e la Casata Grimaldi si vide scartata dai piani di successione. Luisa Ippolita cambiò idea e sposò Jacques de Goyon Matignon, discendente di una ricchissima famiglia normanna che aspirava a ottenere il rango di Pari di Francia. Antonio morirà poco dopo le nozze di sua figlia.

Suo zio, l'arcivescovo Onorato Francesco, gli sopravvisse per spegnersi nel 1748, e con lui il ramo dei Grimaldi di Monaco. Per conseguenza, si sarebbe potuto concludere che la linea di successione legittima passasse a un ramo collaterale della Casata Grimaldi. Nonostante la regola di successione e con l'avallo del re di Francia, Jacques de Goyon Matignon succedette a suo suocero e divenne Jacques I Grimaldi, impossessandosi del nome e dello stemma dell'illustre Famiglia mediterranea. Manifestamente, l'indipendenza di Monaco non era più che una facciata. I rappresentanti della Casata Grimaldi hanno diverse volte protestato nonostante le difficoltà politiche e legali che si incontrano in queste azioni. Non hanno tuttavia potuto alterare lo status quo. Quanto a Jacques, parecchie persone a Monaco e a Versailles gli voltarono le spalle per il suo tentativo disinvolto di soddisfare la sua ambizione. Più Matignon che Grimaldi, egli scelse di vivere a Parigi ma le sue ambizioni rimasero largamente insoddisfatte.

Nell'agitazione della prima guerra mondiale, le regole dinastiche dei Grimaldi nella successione di Monaco furono nuovamente disattese. Il governo francese dell'epoca desiderava trovare un erede per il trono del principato che garantisse la vicinanza alla Francia e i suoi ministri lo individuarono nella persona di Charlotte Louvet, una figlia naturale del principe regnante Louis Matignon-Grimaldi, nata in Algeria. Adottata da quest'ultimo, prese il nome Grimaldi e sposò il nobile francese Pierre de Polignac, che a sua volta cambiò il suo nome in Grimaldi.

Genealogia de' principi di Monaco

Grimaldo
Console di Genova
Ambasciatore presso l'Imperatore Barbarossa e l'Imperatore di Costantinopoli
Il suo nome diventa il nome patronimico della sua discendenza.
|
Oberto Grimaldi
Ammiraglio, Commissario di Genova (1188)
Ingo Grimaldi
b. 1210 d. 1235
Grimaldo Grimaldi
Membro del Consiglio
 
Rami d'Antibes e Poggetto
Lanfranco Grimaldi
Ambasciatore di Genova
Luchetto Grimaldi
Ammiraglio di Genova
|
|
Ranieri I Grimaldi
Ammiraglio della flotta di Francia
|
Carlo I Grimaldi
di Monaco
Costrinse il ghibellino Nicolò Spinola a lasciare Monaco (1338).
Ranieri II Grimaldi
n. 1350 m. 1407
Carlo Grimaldi
|
|
Ramo di Sicilia
Giovanni Grimaldi
Ammiraglio, Signore di Monaco con i suoi fratelli Ambrosio e Antonio.
Definì la regola di successione imponendo che solo dei Grimaldi gli succedano.
n. 1382 m. 1454
|
 
Catalano Grimaldi
di Monaco
n. 1457
|
Lamberto Grimaldi d'Antibes
Lamberto e i suoi fratelli respinsero delle invasioni e estesero Monaco.
n. 1420 m. 1494
sposa (1465) sua cugina Claudia Grimaldi di Monaco
n. 1451 m. 1515
Giovanni Grimaldi
di Monaco
Assassinato da suo fratello Luciano.
n. 1468 m. 1505
Luciano Grimaldi
di Monaco
Assassinato da un Doria che tentava di prendergli il potere.
n. 1481 m. 1523
Agostino Grimaldi
Vescovo di Grasse.
Mise Monaco sotto la protezione dell'Impero spagnolo. m. 1532
|
Onorato I Grimaldi
di Monaco
n. 1522 m. 1581
|
Ercole I Grimaldi
di Monaco
n. 1562 m. 1604 (assassinato)
|
Onorato II Grimaldi
di Monaco
Adotta il titolo di principe. Il marchese Grimaldi d'Antibes convince
suo cugino Onorato di allineare Monaco con gli interessi della Francia.
Onorato ottiene dal Re di Francia i titoli di Pari di Francia, etc.
n. 1597 m. 1662
|
Ercole II Grimaldi
di Monaco
n. 1623 m. 1651
Luigi Grimaldi
di Monaco
Pari di Francia.
Ambasciatore di Francia.
n. 1642 m. 1701
Onorato Francesco
Grimaldi di Monaco
Arcivescovo.
Linea si estinse nel 1748.
|
Antonio Grimaldi
di Monaco
Principe Straniero e Pari di Francia.
n. 1661 m. 1731
|
Jacques de Goyon Matignon
Investitura della dinastia dei Matignon sotto il nome Grimaldi (1715).
Successione contestata dalla antica Casata Grimaldi.
n. 1689 m. 1751
sposa (1715) Luisa Ippolita Grimaldi di Monaco
n. 1697 m. 1731
|
Onorato Matignon-Grimaldi
di Monaco
n. 1720 m. 1795
|
Onorato Matignon-Grimaldi
di Monaco
Protettorato del Regno di Sardegna (1815).
n. 1758 m. 1819
|
Florestano Matignon-Grimaldi
di Monaco
n. 1785 m. 1856
|
Carlo Matignon-Grimaldi
di Monaco
Fine del protettorato sardo (1860).
Abbandono di Mentone e Roquebrune alla Francia per 4 milioni di franchi (1861).
n. 1818 m. 1889
|
Alberto Matignon-Grimaldi
di Monaco
n. 1848 m. 1922
|
Luigi Matignon-Grimaldi
di Monaco
Luigi adottò sua figlia naturale, Charlotte Louvet, nel 1919.
n. 1870 m. 1949
|
Pierre de Polignac
Investitura della Dinastia dei Polignac sotto il nome Grimaldi (1949).
d. 1964
sposa (1920) Charlotte Louvet
n. 1898 m. 1977
Antonietta de Massy
n. 1920
Ha una discendenza.
Ranieri
Polignac-Grimaldi
di Monaco
n. 1923 m. 2005
Carolina
n. 1957
Ha una discendenza.
Alberto II
Polignac-Grimaldi
di Monaco
n. 1958
Ha una discendenza.
Stephanie
n. 1965
Ha una discendenza.
 © 1999-2006 GRIMALDI.ORG — Tutti i diritti riservati   Home Page | Genealogie | Stampare | Contatti