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Benvenuto sul Grimaldi.org, un sito ufficiale dell'antica Casata dei Grimaldi. Offre un breve panorama dei circa nove secoli di storia di questa Famiglia, nonché una visione genealogica dei suoi rami principali.
Questa Casata è intimamente legata sia alla storia di Genova, al governo della quale partecipò sin dal XII secolo, sia a quella e di Monaco, sul quale ottenne l'indipendenza e la sovranità. L'eco del suo nome risuona sulle coste europee più lontane, dal Mar Nero alle pianure di Fiandra, lungo le rotte marittime aperte dalle navi genovesi.
La Casata Grimaldi — la cui arma è un fusato d'argento e di rosso (losanghe rosse su fondo bianco) — discende da Grimaldo, un uomo di Stato genovese vissuto all'epoca delle prime Crociate, che avrebbe trasmesso il propri nome patronimico di padre in figlio a più di 25 generazioni.
Gli Annali genovesi più antichi — che dobbiamo a Caffaro — indicano che Grimaldo, suo padre e suo fratello erano stati consoli di Genova. Poco ci è noto, con qualche certezza, sui fatti antecedenti a quelle Cronache.
Genova: le radici dei Grimaldi
Nonostante le sanguinose guerre intestine tra guelfi e ghibellini — che ricordano quelle tra i Capuleti e i Montecchi narrate da William Shakespeare — sin dal Medioevo i Genovesi si trovarono uniti nello sfruttamento delle opportunità commerciali e finanziarie. La potenza della loro flotta e la sicurezza del loro porto gli consentirono di ottenere privilegi fiscali e commerciali dai prìncipi e dai sovrani degli Stati affacciati nel bacino mediterraneo.
Genova aveva pochi uguali nel Mediterraneo e raramente si lasciava scappare un'occasione di consolidare la propria posizione ogni volta che l'opportunità si presentava. La sua potente flotta schiacciò le ambizioni marittime di Pisa (1284) e affrontò le galere della sua gemella e rivale, Venezia, in tre guerre tanto famose quanto inconclusive.
L'impero commerciale genovese, che occupava inizialmente l'estremità occidentale della Via della Seta, doveva espandersi attraverso la quasi totalità dell'Europa. Si trovavano Genovesi alle fiere del Nord, lungo il Danubio, alle isole Canarie e fino in Cina, sempre alla ricerca di un buon affare. Le sue rotte marittime regolari si stendevano dal Mar Nero al Mare del Nord, da Caffa e Chio a Bruges e Anversa.
L'epopea dei Grimaldi è notevole per il numero di personaggi straordinari e di eventi politici, militari e commerciali che danno una visione insolita, talvolta inattesa, dell'Europa nel lungo periodo.
Grimaldo, Console di Genova
Durante le prime Crociate, i Grimaldi emersero presto come una delle principali famiglie della nobiltà civica genovese al governo del Comune. Genova fu retta sin dalla fine dell' XI secolo dai Consoli del Comune, generalemente scelti tra i membri di quelle famiglie signorili che con il declino della feudalità si erano insediate in città. Alle stesse famiglie appartenevano anche i Consoli dei Placiti, gli amministratori della Giustizia. Grimaldo, che trasmise il patronimico alla sua discendenza, era il figlio minore di Otto Canella, console nel 1133. A sua volta, Grimaldo fu console negli anni 1162, 1170, e 1184. Uomo di grande spicco in città, fu protagonista di importanti ambascerie per conto del Comune: presso l'imperatore Federico Barbarossa, l'imperatore di Costantinopoli e il re del Marocco. Oberto Grimaldi, figlio di Grimaldo, è il primo membro della famiglia noto a portare stabilmente il cognome.
Con l'inasprirsi delle faide tra le fazioni cittadine e l'accrescersi del peso politico della fazione emergente dei popolari, tra XIII e XIV secolo le famiglie genovesi svilupparono la tipica struttura dell'albergo, il clan familiare comprendente tutti i rami di un unico casato e aggregante famiglie minori accomunate a quella capo albergo da interessi politici ed economici. I legami erano rinsaldati anche dalla contiguità dell'abitazione, nella contrada della famiglia, sovente sviluppata attorno alla chiesa gentilizia. Posti, unitamente ai Fieschi, a capo della fazione guelfa contrapposta a quella ghibellina capeggiata dai Doria e dagli Spinola, durante uno dei numerosi avvicendamenti al potere tra le fazioni in lotta, nel 1270 la nobiltà guelfa fu costretta all'esilio: i Grimaldi e molti loro alleati trovarono rifugio nelle città e domini guelfi della Riviera occidentale, nei dintorni di Nizza. Per la storia, questo esilio diede origine ai nuovi rami signorili di Antibes, Boglio e Monaco, fioriti tra i secoli XIII e XIV. Nel 1333, la Famiglia Grimaldi contava più di un centinaio d'uomini.
La storia epica dei rami principali
La fortuna delle Famiglie genovesi in esilio, come i Grimaldi di cui ci occupiamo, si fondava soprattutto sul commercio marittimo e sull'accesso a porti protetti, come Monaco e Antibes. Perciò, alla fine del secolo XIII, un gruppo di Grimaldi e altri alleati guelfi esiliati si lanciarono all'assalto della fortezza genovese di Monaco a fil di spada. La conquistarono sottraendola al controllo dei Ghibellini e trasformarono la piazzaforte in una base per il loro attivismo politico e le loro operazioni militari contro i ghibellini che controllavano Genova. Durante il secolo seguente, la famiglia perse e riconquistò alternativamente il controllo di Monaco durante un periodo di instabilità e di guerre nella regione.
Nel 1429, i Grimaldi giunsero ad assicurarsi il possesso di Monaco in maniera permanente e si concentrarono a difenderne l'indipendenza, talvolta a prezzo della loro libertà personale e della vita. Come generalmente per tutti i possessi feudali acquistati dalle famiglie genovesi tra la Provenza, la Riviera ligure di Ponente e la Corsica tra XIII e XIV secolo, i Grimaldi detennero Monaco col titolo di signori, non riconoscendo autorità superiore dalla quale ricevere investitura dei propri possedimenti. Non portarono il titolo di principe prima del XVII secolo. Altri rami della famiglia ottennero titoli principeschi nel corso della sua lunga storia, anche se in Genova il patriziato non si fregiò mai di titoli che potessero ricondurre a condizioni di vassallaggio verso sovrani stranieri e nel corso del Medioevo i suoi componenti furono semplicemente indicati come nobili cittadini genovesi mentre in epoca moderna si fregiarono del titolo di magnifico. Per la lunga indipendenza e il prestigio goduto dai suoi sovrani, Monaco costituì certamente la gemma più preziosa tra quelle possedute dai Grimaldi.
Le storie di Monaco e dei Grimaldi furono in gran parte parallele fino al XVIII secolo, quando una prima successione contrastata vide Jacques de Goyon Matignon salire sul trono del principato. L'ondata rivoluzionaria poco dopo irruppe sull'Europa, con l'annessione del principato alla giovane Repubblica francese. Monaco fu tuttavia ristabilita come principato dopo le guerre napoleoniche. Nel XX secolo, un nuovo problema di successione investì l'attuale dinastia discendente dai Polignac.
Dall'Alto Medioevo, il regno di Napoli e di Sicilia godeva di terre fertili e di una posizione invidiabile nel Mediterraneo, che non era sfuggita ai marinai genovesi. La lunga presenza in Sicilia della Casata Grimaldi risale al XIV secolo, in cui si ritrovano come consiglieri e capitani di giustizia, o combattenti accanto ai re angioini.
Incastrato nelle Alpi tra la Francia, la Savoia, e la Provenza, Boglio (Beuil, in francese) era un grande dominio di importanza strategica. Attraverso un matrimonio all'inizio del XIV secolo, Boglio ricadde sotto la protezione dei Grimaldi che si lanciarono immediatamente a una espansione selvaggia nella regione nizzarda.
Con la complicità degli stessi Grimaldi, Nizza — privata della protezione del suo signore, il re di Ungheria — aprì le porte al conte di Savoia nel 1388, che dopo di allora ne assicurò la difesa. Il conte acquisiva così una via di accesso permanente al mare e i Grimaldi ricevettero più di una ventina di domini e anche la funzione di governatori della regione nizzarda. Con una determinazione divenuta leggendaria, quei Grimaldi riunirono nel corso dei secoli un vero piccolo "regno" all'interno della Contea di Nizza, e per esso tentarono, nel XVII secolo, di ottenere l'indipendenza. Alla notizia di quelle manovre secessioniste, il duca di Savoia mise brutalmente fine alle ambizioni di quel ramo comitale, e il suo capostipite fu pubblicamente ucciso.
Il XIV secolo vide anche i Grimaldi impossessarsi dell'antica città d'Antibes, inizialmente ricevuta in pegno per un prestito fatto a un Papa di Provenza. Quasi due secoli più tardi, un ramo di Antibes si stabilì a Busca in Piemonte, vicino a Cuneo. Uomini più di spada che di toga, essi ebbero l'investitura del Poggetto (Puget, in francese), di cui portano sempre il predicato, e s'illustrarono in particolare al servizio di Napoleone o combattendo per l'indipendenza dell'Italia nel Risorgimento. La campagna del 1848 non fu purtroppo vantaggiosa per quei rivoluzionari illuminati, e parecchi di essi presero la via dell'esilio recandosi a Bruxelles, ove quel ramo si è stabilito.
Rappresentanti di una nobiltà internazionale d'affari, i Grimaldi sono presenti, dall'Alto Medioevo, in tutti i grandi centri politici ed economici d'Europa, in particolare in Romània (Bisanzio), Francia, Spagna, Fiandra, e Inghilterra.
 A Genova, questi nobili banchieri parteciparono alla creazione del Banco San Giorgio, fondato nel 1407. Essi finanziarono, talvolta molto largamente, le cause di numerosi papi, re e imperatori, tra cui Carlo V. Al momento della riforma costituzionale che nel 1528 diede vita alla Repubblica aristocratica di Genova con l'appoggio del sovrano asburgico, i Grimaldi furono posti a capo di uno dei ventotto alberghi nei quali furono distribuiti gli aventi diritto a partecipare al governo della neonata Repubblica e a concorrere quindi alla carica biennale di doge. I nomi di questi furono ascritti così nel Liber Civilitatis, poi detto Liber Nobilitatis, e costituirono il patriziato sovrano che avrebbe retto le sorti di Genova sino alla caduta del 1797 sotto i moti rivoluzionari provenienti dalla Francia.
Durante tutto il Cinquecento troviamo i Grimaldi partecipare alla maggior parte delle grandi imprese dell'epoca, ivi comprese le prime avventure coloniali dal nuovo mondo, fino alla bancarotta di Filippo II di Spagna. A loro si deve la costruzione di alcuni dei più importanti palazzi di Genova, in particolare di quello oggi noto come Palazzo Tursi, sede attuale del Comune.
Anche dopo la riforma del 1576 che decretò l'abolizione degli alberghi. la famiglia continuò a lungo a gestire i beni comuni dell'antico albergo — costituito dai discendenti di Oberto Grimaldi e da alcune famiglie aggregate quali i Cebà e gli Oliva — e i suoi membri mantennero un ruolo politico di primo piano sino alla caduta della loro Repubblica davanti alle truppe di Napoleone. I Grimaldi continuarono a servire nella finanza nonché nell'apparato della Repubblica di Genova, dell'Impero spagnolo e della Chiesa, rivestendo spesso le più alte funzioni. Si vede in Spagna, per esempio, il re Carlo III mandare un Grimaldi di Genova — che diverrà suo primo ministro dal 1763 al 1777 — a negoziare un'alleanza con Luigi XV, causando l'entrata in guerra della Spagna contro l'Inghilterra.
Altri rami avrebbero ugualmente meritato di figurare in questo panorama della storia dei Grimaldi. Essi per esempio, si sono stabiliti a Bologna, Carignano, Regusse (Aix) e Londra. Certi autori ricordano rami in regioni talvolta lontane, per i quali la mancanza di documenti rende sfortunatamente difficile ogni studio genealogico approfondito.
Paradossalmente questa antica e grande Famiglia è quasi completamente scomparsa. Secondo i genealogisti più attenti, la maggior parte dei rami maschili descritti in queste righe sarebbero in effetti estinti.
Un altro paradosso è che il gioiello della Casata dei Grimaldi, Monaco, abbia potuto conservare la sua indipendenza nonostante gli avvenimenti che devastarono l'Europa negli ultimi due secoli. Incastonato tra cime innevate e un mare scintillante, Monaco e i suoi Monegaschi sono una prova tenace che i piccoli Stati hanno un posto nel concerto delle nazioni. |